“L’infanzia pensa? L’infanzia pensa! Eccome! E come pensa?”
Da queste apparentemente semplici domande è partito il pensiero ieri sera in sala civica a Montecchio, sapientemente accompagnato dalla filosofa dell’infanzia Silvia Bevilacqua, che come una pifferaia magica ci ha portato in giro per i boschi cespugliosi della pensosità infantile, elencando personaggi mitici dell’immaginario infantile, anche nostro, e oggetti smarriti InNatura puntualmente raccolti nei suoi due libri che ci ha presentato.
E cosa vuole fare l’infanzia del suo pensiero? E come gli adulti girano attorno a questo? L’infanzia deve essere istruita dal mondo adulto o ascoltata con un orecchio acerbo? La vogliamo guardare e catalogare con la lente illuministica del metodo scientifico o accostarci curiosi e spaesati lasciandoci sorprendere come dall’ammiccare magico delle lucciole nel bosco che nel momento in cui le vedi….sono sempre già altrove?
“Lucciolanismo” e “Ubliquità”, due concetti con i quali Silvia prova ad afferrare e descrivere, o almeno ci prova, il modo di essere e di pensare dell’infanzia, concetti che, a guardar bene, poco trovano spazio nell’istituzione scolastica per come la conosciamo e nemmeno nelle nostre comunità, che paiono organizzate più per proteggere il mondo adulto dall’infanzia che per accogliere l’infanzia per quello che è.
Perché per saper davvero stare con l’infanzia bisogna imparare ad orientarsi e disorientarsi nei boschi, a perdersi e ritrovarsi negli altrove, senza la paura di incontrare ombre e, perché no, lupi ed orsi (o magari gli alieni..).
“Se ci ricordassimo di più la nostra infanzia faremmo la rivoluzione” afferma Silvia, perché l’infanzia è capace di fare le domande scomode, di rompere le regole senza senso, di arrampicarsi sugli alberi e guardare il mondo da un’altra prospettiva. Se ci ricordassimo di più la nostra infanzia, forse, struttureremmo diversamente anche le città in cui viviamo….ma “forse è proprio l’isola che non c’è…”?
Insomma, siamo usciti dalla serata di ieri con tante domande senza risposta, perché la risposta, si sa, uccide la domanda, con vasi di Pandora aperti sui ricordi di quando eravamo bambini e con la curiosità di leggerli questi libri di Silvia per reimparare ad oscillare, ad inclinarci, a farci gli sgambetti nel momento in cui utilizziamo il nostro pensiero adulto. Pensiero apparentemente logico, lineare, razionale, ma poco in grado, talvolta, di stare nella complessità delle sfide attuali e di trovare strategie alternative e divergenti: che non sia davvero utile aprire un Ufficio Oggetti Smarriti InNatura? Magari aprirebbe nuovi orizzonti di senso, nutrendoci della convinzione che forse no, non “abbiamo tessuto sogni troppo grandi”….
Silvia Bevilacqua, assegnista di ricerca presso l’Università degli studi di Chieti, formatrice ed esperta in Philosophy for Children-community, ideatrice e docente del master di secondo livello in pratiche di filosofia a scuola, nelle comunità, nelle organizzazioni, ha co-fondato la società “Propositi di filosofia”.
Silvia fa parte di alcune delle proposte culturali che il collettivo NihilK ha portato all’associazione PiroMaCogno di Montecchio, profondamente convinti che la filosofia sia uno strumento sempre più necessario, urgente e potente in questo tempo di incertezza e cambiamento.
E con queste oscillazioni ed inclinazioni, vi invitiamo tutti…a perdervi nei boschi, quelli veri…e quelli del pensiero!


