La Storia della Disco a Verona: la realtà più fantasiosa o la fantasia reale?

La Storia della Disco a Verona: la realtà più fantasiosa o la fantasia reale?

“Alter Ego”: una discoteca, una scelta musicale controcorrente, un periodo storico, un mito che rimarrà nei ricordi di chi quel periodo, nella nostra città (e non solo), l’ha vissuto o ne sentiva parlare.
Ospite ieri sera a PiroMaCogno in collaborazione con NihilK, Andrea Oliva in persona, fondatore e socio dell’Alter Ego (e di altre discoteche in Italia), Andrea ci ha fatto viaggiare nel tempo, tornando negli anni tra il 1975, quando la discoteca è stata aperta e il 2008, anno in cui, a seguito di vicende giudiziarie, è stata chiusa, prima del naturale declino che i locali di quel tipo hanno subito nei decenni successivi.
Andrea si è raccontato con schiettezza e autenticità, intrecciando gli eventi della sua vita personale con la storia e le vicende dell’Alter Ego e il clima politico e sociale della nostra città in quegli anni.
Da un’infanzia in povertà, agli studi di matematica, alla guerra in Somalia e Libano, alla scelta di fare della propria passione per la musica un lavoro e un’impresa, creando quella “macchina da guerra” che era il suo gruppo di soci e collaboratori, Adrian Morrison e Marco Dionigi in primis oltre a dj nazionali ed internazionali.
Un clima controcorrente: “Venivano da tutta Italia e non solo, perché volevano sentire una musica che non sentivi da altre parti”, “potevano suonare quello che volevano, non c’erano le regole commerciali sulla musica che si proponeva”, e inclusivo: “da noi non importava che fossi ricco o povero, che fossi qualcuno o un signor nessuno, tutti dentro al locale erano uguali, senza privilegi nè favoritismi”.
Un luogo insomma davvero “Alter Ego” rispetto alla realtà della quotidianità, dove poter essere e fare ciò che vibrava nelle proprie corde.
Andrea ha portato poi le sue riflessioni personali sulle scelte fatte, su “come ti trasforma un locale del genere”, sui compromessi a cui devi scendere per poter “stare in piedi”, sulle persone che poi sono rimaste nei momenti di difficoltà e sugli “amici” che invece sono scomparsi.
Abbiamo chiesto ad Andrea come vede il mondo musicale oggi e la risposta è stata lapidaria: “per i giovani oggi è bello quello che i social dichiarano che deve essere bello”; vede un mondo omologato e globalizzato quindi, tuttavia una speranza l’ha lasciata: “è proprio in fasi come queste che, nella storia della musica, sono nate voci e movimenti controcorrente, underground, alternativi”. Abbiamo quindi speranza che il mondo musicale non sia completamente ed ineluttabilmente piegato alle logiche commerciali e del profitto, ma possa ancora “dire la sua” in modo divergente!
Grazie Andrea….ci è tornata la voglia di andare in disco!